L’Istituto
La storia della nostra casa
La storia della nostra casa, da M.me Frutaz ad oggi: un percorso che inizia nel lontano 1965 da un dono e da un sogno e che ci vede coinvolti ancora oggi con la stessa passione e la stessa determinazione di allora.
Una storia che nasce da un dono
La storia dell’Istituto San Giuseppe inizia da una vigna, la vigna di Mme Frutaz. Nel 1965, con un gesto di grande generosità, la benefattrice donò la sua vigna con il desiderio di trasformarla in un luogo dedicato all’educazione cristiana dei più piccoli. Da quel dono ha preso forma un progetto educativo che, dal 1966, accompagna migliaia di famiglie nel percorso di crescita dei loro figli.
Dalla vigna alla scuola: un progetto educativo solido
L’immagine evangelica della vigna, simbolo di cura e crescita, si è trasformata in una struttura moderna e accogliente. Già nell’anno scolastico 1966/1967 viene edificata l’ala ovest, destinata alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria. Poco dopo, nel 1967, viene inaugurato anche il Collegio, sotto la direzione di Suor Onorina, con il contributo di professionisti che hanno dato forma a un edificio pensato per durare nel tempo.
Spazi che educano, ieri e oggi
Una scuola in continua evoluzione
Oggi, come ieri, al fianco delle famiglie
Tutto questo è opera della congregazione delle Suore di San Giuseppe e dei tanti collaboratori laici che in questi ultimi 60 anni hanno dato la vita per tanti bambini e giovani.
Curiosità
Tutta la struttura è stata realizzata grazie alla progettazione dell’architetto A. Piccato e all’impresa edile di B. Lale Demoz.
Da 60 anni, l’Istituto San Giuseppe prepara almeno 450 pasti al giorno, per ogni giornata dell’anno scolastico. Un impegno costante che racconta l’attenzione alla salute, al benessere e alla quotidianità dei ragazzi. Anche nel periodo successivo alla pandemia da Covid-19, grazie all’adozione di barriere protettive in plexiglass, l’Istituto ha scelto di non rinunciare alla dimensione educativa del pasto, garantendo agli allievi la possibilità di mangiare insieme in mensa, in sicurezza, preservando il valore delle relazioni e della condivisione.
Il collegio una volta era il “pensionnat”. La congregazione delle Suore di San Giuseppe da oltre un secolo accoglie studentesse delle scuole superiori e medie. All’epoca le allieve collegiali prendevano il nome di “pensionnaires”.
Il crescente numero di bambini e ragazze affidati all’educazione delle suore e la poca capienza del “pensionnat”, ospitato nel convento di Santa Caterina, e dell’asilo Mons. Jourdain di via anfiteatro, costringono le suore a reinventarsi e ad iniziare a pensare l’Istituto San Giuseppe del futuro.
La storia della Congregazione
La Congregazione delle Suore di San Giuseppe nasce ufficialmente nel 1650 a Puy-en-Velay, in Francia, dall’incontro tra il progetto del gesuita Padre Jean-Pierre Médaille e il desiderio di sei giovani donne di vivere una vita cristiana autentica, immersa nella realtà quotidiana. In un’epoca segnata dalla clausura, questa scelta rappresentò una vera innovazione: portare il Vangelo tra la gente, attraverso gesti concreti di servizio.
Educare, curare, accompagnare: il cuore della missione
Durante le sue missioni nelle campagne francesi, Padre Médaille si confrontò con una società profondamente ferita da guerre, povertà e divisioni. Da qui nacque un’intuizione chiara: prendersi cura dei malati, dei bambini, degli orfani, ma anche ricostruire relazioni e portare pace. Le Suore di San Giuseppe diventano così “semi di comunione”, chiamate a servire con semplicità e umiltà, ispirandosi all’esempio di San Giuseppe. La loro forza nasce dall’Eucaristia, “pane spezzato per la salvezza del mondo”, centro della vita spirituale e fondamento dell’impegno educativo.
Una nuova forma di vita religiosa
Le suore vivono in piccole comunità, inserite negli ospedali, negli orfanotrofi e nelle scuole, cercando di ricreare lo stile della Sacra Famiglia. Questo modo di vivere la consacrazione, vicino alle persone e ai bisogni concreti, rispondeva profondamente alle esigenze del tempo e favorì una rapida diffusione della Congregazione in tutta la Francia.
Dalla persecuzione alla rinascita
La Rivoluzione francese del 1789 sembrò interrompere questo cammino: molte suore furono arrestate, disperse o condannate a morte. Il carisma, però, non si spense. Grazie a Madre Saint Jean Fontbonne, scampata al patibolo il giorno della caduta di Robespierre, la Congregazione rifiorì. A Lione, Madre Fontbonne riunì nuove giovani e rilanciò il “Piccolo Disegno” di Padre Médaille, dando nuovo slancio alla missione.
L’arrivo ad Aosta e la nascita di una scuola
Nel 1831, il vescovo di Aosta Mons. Evasio Agodino, riconoscendo il valore educativo delle Suore di San Giuseppe, ne chiese la presenza nella diocesi. Con il consenso del re Carlo Felice, le suore furono accolte nell’antico Convento di Santa Caterina, situato all’interno delle mura dell’anfiteatro romano di Aosta. Qui aprirono le prime scuole, ponendo le basi di un’esperienza educativa destinata a crescere nel tempo fino alla nascita dell’Istituto San Giuseppe.
Una missione che attraversa i confini
Nel corso degli anni, la Congregazione ha esteso la propria presenza anche al di fuori dell’Italia. A partire dal 1965, con l’apertura della missione in Madagascar, le Suore di San Giuseppe hanno portato il loro carisma educativo in Costa d’Avorio, Romania e Burkina Faso, adattandosi ai contesti locali senza perdere l’identità originaria: attenzione ai più piccoli, educazione integrale, servizio umile e concreto.
Una presenza educativa che continua
Oggi, a quasi quattro secoli dalla fondazione, la Congregazione delle Suore di San Giuseppe continua la sua missione educativa in dialogo con il mondo contemporaneo. Accanto alle suore operano anche numerosi laici, che condividono il carisma del “Piccolo Disegno” e collaborano nelle scuole e nelle opere educative. Insieme testimoniano un’educazione fondata sui valori cristiani, sulla centralità della persona e su una relazione educativa autentica, a servizio delle famiglie e delle nuove generazioni.