La Storia

I dati che la cronaca d’archivio ci trasmette sugli inizi e sullo sviluppo delle attività dell’Istituto sono decisamente scarni e discontinui: cerchiamo comunque di fare una ricostruzione della sua storia avvalendoci anche di ricordi e di esperienze personali.

 

Il “pensionnat” che, da oltre un secolo, all’interno del vetusto convento di Santa Caterina molte alunni frequentanti le Scuole Medie e Superiori Statali, era ormai insufficiente come capienza e inadatto alle esigenze della nuova cultura del benessere: le camerate enormi dai letti tutti uguali con all’estremità la tenda della suora, i sevizi igienici scarsi e incompleti nell’arredamento, l’aumento rapido delle richieste di iscrizione, hanno reso urgente e indispensabile, una struttura più ampia ed adeguata.

 

Cosi, nel gennaio del 1965, sbrigate tutte le pratiche burocratiche e fissati i termini della convenzione con M.me Frutaz, hanno avuto inizio i lavori: il terreno, che per alcuni anni aveva visto le novizie di San Giuseppe nel ruolo di coltivatrici dirette, ora viene progressivamente occupato dai vari lotti della grande costruzione. Dapprima viene edificata l’ala ovest perché il problema e più urgente riguarda la scuola materna e quella elementare. L’asilo Mons. Jourdain di Via Anfiteatro è insufficiente per la popolazione scolastica affidata alle suore: da un po’ di tempo ormai si ricorre ad aule succursali nella casa “di Geppo” e in convento. Le ex-alunne di suor Saint-Jean, Genoveffa, Tersilla ricordano queste dislocazioni…

 

Nell’anno scolastico 66-67 mentre i lavori proseguono per la costruzione del collegio entrano gia in funzione i locali della scuola materna ed elementare con possibilità di refezione in una cucina e in un refettorio provvisori.

 

SuorOnorinaL’architetto A. Piccato e l’impresario B. Lale-Demoz sono stimolati dalla presenza di Suor Onorina perché tutto proceda il più rapidamente possibile. Nel settembre del ’67 per preparare l’inaugurazione del collegio molte suore si improvvisano “impresa di pulizie” con un ritmo di fatica davvero estenuante. Sta di fatto che nell’ottobre di questo stesso anno è possibile accogliere un numero rilevante di “pensionnaires” nel nuovo edificio. I primi tempi sono davvero pieni di difficoltà perché un numero cosi grande di ospiti e una casa arredata con sistemi moderni non sono facili da gestire… la prima cena al self-service è rimasta impressa nella memoria di chi era presente e parte in causa del avvenimento: la voce possente di Suor Onorina non era sufficiente per placare il clamore generatosi nelle novità dell’ ambiente e del servizio. Alla cena era seguita la sistemazione nelle camere, non più di 50, ma di sei letti ciascuna, tutte linde e asettiche come quelle di una clinica.

 

Il giorno seguente entravano in funzione gli studi (cioè le “sale di studio”) e venivano occupati i posti di lavoro rispettivamente dalle suore St. Jean, Isabelle, Amanda (studi), Augusta e Sofia (portineria).
Come personale laico ausiliario ci sono i signori Emilio e Augusta Tormena, assunti con regolare contratto di lavoro e occupanti con il loro bambino Mauro l’appartamento “del custode”, situata nell’ala est accanto all’entrata nell’atrio del collegio.

A suor Onorina spetta la direzione generale dell’opera. A questo punto, al completamento della costruzione mancano la cappella e la palestra. La prima viene inaugurata il 9 giugno 1968 dal vescovo Blanchet mons. Maturino alla presenza di Madre Alessia Superiora Generale delle suore di San Giuseppe di Aosta, di un gruppo di suore, dell’architetto A. Piccato e consorte, della madre dell’architetto signora Saltarelli, di M.me Frutaz, del impresario Lale-Demoz del sig. Guglielminotti, dei geometri Martinet e Belli.

 

M.me Frutaz è particolarmente soddisfatta perché, con la benedizione della cappella, vede coronato il desiderio suo e del suo compianto consorte, cioè quello di vedere la trasformazione della vigna in un centro a favore dell’educazione cristiana della gioventù. A perenne ricordo della sua benevolenza ella offre di tasca sua l’altare, il tabernacolo il crocifisso e la biancheria ricamata per il servizio del culto.

Questa cappella, per la sua particolare linea architettonica e per la sua originalità, e stata riconosciuta come opera d’arte .
Per quanto riguarda la palestra si interpella “l’esperto” signor Ghignone e, in base ai suoi suggerimenti, la palestra, gli spogliatoi, i cortili adiacenti si costituiscono come prolungamento dell’ ala-nord, non senza difficoltà per l’arredamento e il permesso di agibilità (1972).

 

MadreAlessiaNell’arco di pochi anni l’organizzazione e il funzionamento del complesso sono ormai consolidati: le pensionnaires, nell’anno scolastico 1969-70, sono 240 e, ad eccezione dell’infermeria , non si trovano letti disponibili; gli studi, strapieni, sono rispettivamente affidati alle suore Giovanna Maria, Auxilia; Ines , Isabella , Silvana, Consolata, Margherita le quali, accanto all’ insegnamento nella scuola Magistrale, nella scuola materna ( Isabella), o all’attività infermieristica (sr. Margherita) , svolgono il servizio a tavola, l’assistenza del proprio gruppo nello studio, nella ricreazione, nelle camerate e curano i rapporti con le varie scuole frequentate dalle allieve.

 

Queste non hanno la possibilità di uscire se non accompagnate da una suora si recano a casa soltanto una domenica al mese e durante le vacanze di Natale e di Pasqua.

 

La cucina è affidata a suor Giovanna Sgarbossa e a suor Maura che provvedano all’allestimento dei pasti per il collegio, per la scuola elementare e materna: a pranzo le presenze sono in media 450.
Suor Sophia è l’accogliente portinaia che si è brillantemente aggiornata nell’uso dei tasti e dei “bottoni” per chiamare al telefono o in parlatorio la gente disseminata ai 4 punti cardinali del villaggio…

 

Da allora l’Istituto a subito notevoli modifiche, questo soprattutto per adeguarsi alle numerosi leggi (sicurezza, igiene…).
Negli anni 2000-2002 sono stati eliminati i bagni comuni a favore di comodi servizi in ogni stanza, sia nelle camere singole che in quelle triple.

Nel 2004 è stato completamente rinnovato il teatro, sia da un punto di vista strutturale che da un punto di vista tecnico, con l’acquisto di tutta la strumentazione necessaria allo svolgimento di rappresentazioni teatrali, musical etc.

 

Nel 2005 anche il refettorio ha avuto il suo meritato maquillage, sono stati rifatti tutti gli arredi e tutta la pavimentazione.
Nell’estate 2006 anche la cucina ha rinnovato l’aspetto.
Nella primavera del 2007 è stata rinnovata l’area sportiva esterna, realizzando un campetto da calcetto e uno da pallavolo in erba sintetica.

 

In parallelo a tutti questi lavori, nel corso di questi ultimi anni sono stati eseguiti numerosi interventi per la messa a norma degli impianti antincendio e porte tagliafuoco.